- Da molti considerato un album “minore” nella sterminata produzione degli Stones, devo spezzare un'alabarda spaziale per sostenerlo.
BLACK AND BLUE, tra i tanti che hanno fatto, è sicuramente uno dei più vari e fluidi.
Intanto c’è un mondo di “negritudine” (mi si consenta l’uso assolutamente non razzista del termine) che va ben oltre il blues del delta. HOT STUFF è soul-funky (si dice “torrido”, usually, e se non dici torrido la gente non capisce) (ma il funky è sempre torrido per definizione cappero); HEY NEGRITA (da cui il nome della nostrana aretina band) un reggae-funky sinuoso e con vocals da brivido; l'interminabile MELODY è un soul-jazz felpato opera almeno al 50% di Billy Preston ma con duetto incredibile con tanto di miagolii di Jagger; CRAZY MAMA e HAND OF FATE sono i riffoni di Keith; ma è con MEMORY MOTEL e FOOL TO CRY che Mick piazza il colpo basso, due ballatone da infarto (e anche da lacrimuccia, soprattutto la seconda) che incantano da sempre e che anche se non le mettono nel greatest hits col gorilla meglio.
Unico neo se vogliamo una presenza non irresistibile di Keith nel disco. Ma Black and blue resta album enorme e nero come la pece, ad imperitura testimonianza che negli anni d’oro (qua era il 1975) gli Stones erano i numeri uno e potevano fare dire suonare un po’ il cacchio che volevano tanto veniva bene tutto.
PS Sto bazzicando un gruppo su FB, "101 dischi di rock" che mi sta portando via tempo ed energia ma ne vale la pena se qualcuno vuol venire a darci un occhio intanto io posto qua qualcosa che posto anche là.
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sabato 19 gennaio 2013
sabato 31 dicembre 2011
Rolling Stones minori: Heaven
Finiamo questo 2011 con un titolo pieno di speranza....e con il ricordo di una band che non si è mai sciolta perbene ma si è piano piano smandrappata .... sfrastagliata .... decalcificata, ecco.
L'ho detto tante volte che mi sento anche un pò rincoglionito per davvero ma è facile oggi sparare sulla vecchia baldracca con la giacca rosa che non smetterà di sculettare finchè avrà fiato per vivere o sulla mummia vivente che sembra sempre di più la sorella di barbara alberti che un chitarrista del delta.
Ma gli STONES sono stati i più grandi per me. La più grande band di sempre. I Beatles sono fuori classifica non li ho mai visti come una band. Non saprei come giudicarli se non come il perfetto connubio sinergico di due (forse tre) geni.
Ma gli STONES erano LA band.
E adesso che si è da poco celebrata la riedizione supermasterdeluxe con inediti autografo e cazzi e mazzi vari è però necessario ricordare che SOME GIRLS, pur superbo, non è affatto l'ultimo grande album degli Stones.
TATTOO YOU, che lo segue di
Dicheno sia pieno di outake di black and blue e di some girls, questo disco incredibile.
E allora?
Sentite questo pezzo qua, HEAVEN: ma come si fa a pensare che sia stato concepito, scritto, suonato e cantato dai ragazzi? Ci credereste se non fosse vero?
Il classico pezzo "minore" degli Stones (me ne verranno in mente molti altri non temete, ho inaugurato l'ennesima rubrica che spero di non dimenticare come al solito nel pozzo delle etichette) che surclassa tante hit più facili e celebrate. Il pezzo che dimostra di che pasta erano fatti i satanassi, e che rende questo album inarrivabile non da solo ovviamente ma assieme ad altre "cosucce" come Start Me Up, Waiting on a friend, Slave, Hang Fire.
Buon anno amici.
venerdì 4 novembre 2011
ANIMALI DA PALCOSCENICO: LUI (The Rolling Stones - Shattered)
Circa l'evento che ricorre con tanto di celebrazione del disco deluxe (sto parlando di SOME GIRLS) con inediti e dvd vari (poi vediamo il prezzo) vi rimando all'articolo del mai troppo lodato Zambo sul tema, con la cui prosa e contenuti non oso confrontarmi.
Circa la mia rubrica dedicata ai "monster of performance", inaugurata con la Tina e zio Rod, non potevo esimermi dall'includervi il sommo rappresentante della categoria.
MICK JAGGER non ha bisogno di commenti, va guardato e ascoltato. Il suo mix di urletti urlacci mosse e mossettine varie è unico. E non ve ne sarà mai un altro uguale.
A mio avviso resta anche un enorme cantante, magari potrà stare sulle bolas il timbro acido e sardonico del suo cantato ma ne ho sentiti pochi in grado di cantare ai massimi livelli qualsiasi cosa come lui: dal rock and roll più puro alla black più nera, dalle ballad al pop, Mick è sempre stato al top. Nel mio pantheon, subito dopo quello lì che ha dato origine al tutto compreso il mio nickname, viene proprio Mick.
Qua una SHATTERED sopra le righe registrata durante un concerto in Texas proprio nel tour di Some Girls. Oltre alla grande scenicità del Mick, qua in periodo di grande fermento durante gli anni della rinascita che andarono dal 1977 (pubblicazione di "Some Girls") al 1981 (anno di "Tattoo You", ultimo grandissimo masterpiece del gruppo) da notare anche l'ottimo stato di forma di Ron e Keith, mai così affiatati e presenti.
Insomma che dire, erano strepitosi, la più grande rock and roll band di sempre, mai frase fu più condivisa nel mondo della musica, ma c'è il suo perchè.
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