lunedì 20 luglio 2009

eiappappappà

Ok bon.
Depressurizziamo.
Come depressurizza questa canzone non ce n'è.
Sto depressurizzando come un palloncino che scappa verso il blu.
Flushhhhhhhhhhhhh..............
Halleluja!

(ps altre canzoni atte alla bisogna?)

mercoledì 15 luglio 2009

FOOD FOR THOUGHTS (riflessioni dall'esselunga)

Ma se alla "Cassa veloce (max 10 pz.)" mettono una cassiera lenta, a cosa serve la cassa veloce?

Soundtrack: MONEY - PINK FLOYD


Money - Pink Floyd

lunedì 13 luglio 2009

BLONDIE (senza Dagoberto)

Dreaming (Debbie Harry, Chris Stein) – 3:08
The Hardest Part (Harry, Stein) – 3:42
Union City Blue (Nigel Harrison, Harry) – 3:21
Shayla (Stein) – 3:57
Eat to the Beat (Harrison, Harry) – 2:40
Accidents Never Happen (Jimmy Destri) – 4:15
Die Young, Stay Pretty (Harry, Stein) – 3:34
Slow Motion (Laura Davis, Destri) – 3:28
Atomic (Destri, Harry) – 4:40
Sound-A-Sleep (Harry, Stein) – 4:18
Victor (Harry, Frank Infante) – 3:19
Living in the Real World (Destri) – 2:53


Questa è la playlist di uno dei migliori album dell'intero periodo New Wave: EAT TO THE BEAT dei BLONDIE.
Il disco dove la band riesce a raggiungere la sintesi perfetta tra le 3 direttrici che ne componevano la musica: Punk, Dance e Pop.
La critica imperante tende a preferirgli il corposo PARALLEL LINES (sì, quello di Heart of Glass...) o anche il prequel di PLASTIC LETTERS. Entrambi eccellenti lavori ma non così equilibrati come EAT TO THE BEAT.
Qua ci sono i singoloni pop da classifica (Dreaming, Union City Blue, Slow motion), la disco ai suoi massimi livelli (Atomic, consentitemi di spezzare una lancia per questo pezzo ingiustamente meno famoso di Heart of Glass e di Rapture), i rigurgiti post punk (Accidents never happens, Living in the real world, Eat to the beat), le ballatone (Sheila, Sound asleep) il Funk (The hardest part) e il Reggae (Die young, stay pretty).
C'E' TUTTO QUELLO CHE SERVE e ai massimi giri di motore. Con una copertura di generi musicali a 360° come forse solo i Clash hanno saputo fare (nel tempo).
La band è al top della forma, ahimè non sarà mai più così energica e creativa.
Debbie canta da dea, Chris Stein è la mente suprema del progetto e buon chitarrista (e partner di Debbie), Jimmy Destri (tastiere) e Nigel Harrison (basso) le menti aggiunte (andatevi a vedere i songwriting.....gente così merita rispetto eterno), Frank Infante buon comprimario e poi c'è Clem, cazzo. Clem Burke. Probabilmente il più grande batterista di quei tempi. Stargli dietro doveva essere duro.
Di tutta sta roba vi posto un paio di cosette che ho messo in pista anche su FB. Sperando che vi siano gradite eccovi il video di THE HARDEST PART con una Debbie bruna e provocante e quello di ACCIDENTS NEVER HAPPEN, con mise classica e sempre efficace. Soprattutto quest'ultima è una canzone perfettamente in bilico tra rock pop e punk come poche altre.
Halleluja!







mercoledì 8 luglio 2009

MORPHINE Contro ogni dolore, sempre.

Uffa che palle. E' vero che Valerio lo prendo spesso un pò per i fondelli per quella sua innata capacità di impallinarsi con cose che il tempo poi generalmente tenderà a ridimensionare.
Però ci son delle volte in cui ti apre delle prospettive nuove e inattese, dandoti la possibilità di espandere i tuoi confini.
Ergo bisogna sempre andare a scandagliare quello che ti propone.
A volte torni a casa un pò deluso, altre esaltato (quasi) come lui.
MORPHINE per esempio, del fu Mark Sandman.
Dopo averne letto in ogni dove mi sono armato di youtube e sono andato a cercare delle cose.
Per adesso non ho trovato niente di brutto.
Anzi in quei 4 o 5 pezzi ho trovato almeno un paio di perle.
Una è questa.
Non so innanzitutto come definire questo "non genere".
Indie-Rock è troppo inutile e fuorviante ed oggi non significa più niente.
Diciamo che il gruppo è un trio basso-sax e batteria. E già questo mette in ansia. Per la definizione.
Fanno un rock un pò gloomy, tristanzuolo e strisciante ma emozionalmente potente.
Con delle bellissime striature jazz apportate dal grande sax di Dana Sculley Colley (o ho sbagliato nome io o si chiama come il personaggio di X-Files) (anche se è un uomo barbuto e non una federale in tacchi a spillo).
Poi Mark Sandman aveva una gran voce. E anche questa è una certezza.
Poi le canzoni che non conosco ancora bene ma hanno sicuramente originalità e fascino.
Vi inoltro quindi questa "Buena", invitandovi a visitare il sito di Valerio per approfondire.
Halleluja!
 








lunedì 6 luglio 2009

tormentoni e meteore - 1

Come ogni anno all'apparire del primo caldo becco, iniziano gli immancabili servizi dei tiggì dedicati ai "mali di stagione".
Come sopravvivere al caldo evitando di uscire nelle ore centrali della giornata e bevendo molto (sic!), come sopravvivere agli esodi estivi da milioni di auto contemporaneamente sulle autostrade, come andare in vacanza senza fare mutui, come spegnere le sigarette nel portacenere dell'auto senza buttarle dal finestrino eccetera.
Il tutto condito da filmati di repertorio che ormai hanno qualche annetto come la pubblicità del grande pennello e della famosa cedrata.

E come ogni anno iniziano i servizi sui mitici Tormentoni, dove puoi riascoltare la discografia completa dei Righeira e di Valeria Rossi, e vedere pirotecniche esibizioni sulla pista del villaggio vacanze dei 65enni in calore al ritmo di macarene, meneiti e mambonamberfaiv.

Io voglio ricordarne uno del 2001, uno che purtoppo per quella band pare dedita ad altro ha rappresentato il marchio a fuoco peggio di mysharona con i knack.

MAMMA INSEGNAMI A BALLAR, dei torinesi TRIBA', furoreggiò quell'anno e continua a farlo immancabilmente all'apparire dei primi caldi.

E chissà se molti pensano a misteriosi ed esotici cantanti creoli o orchestre caraibiche.

Invece niente, sono solo i TRIBA'. Una band di Torino. Chissà se esistono ancora. Nel caso, fatemi sapere.
Halleluja!



Tribà - Mama insegnami a ballar