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giovedì 27 ottobre 2011
DISCOTIME: Deee-Lite e Groove Is In The Heart
Ma chi l'ha detto che la musica dance debba essere per forza limitata al periodo dorato lustrini e paillettes della Disco Music?
All'inizio degli anni '90 esplose nuovamente la dance mania, con arrangiamenti al tempo stesso più techno e più contaminati dall'hip hop culture.
DEEE-LITE da New York spaccarono di brutto con questo GROOVE IS IN THE HEART, funkettone inframezzato rap e progenitore di tanta musica venuta dopo (penso a Andre 3000 e i suoi Outkast, per esempio).
Lady Kier (uno dei corpi più belli mai visti su palco abbinato ad una voce che levati) e i suoi due pards (ballerini clamorosi inventori di mosse e mossettine che neanche MJ) imbastirono questo pezzo epocale colorato musicalmente e visivamente e per alcuni anni impazzarono in ogni dove.
A risentirla, questa canzone, non suona datata. Potrebbe uscire oggi e sembrare attuale.
Se solo esistessero ancora i dance club di una volta e il tutto non fosse ridotto ad un orrendo "aspira-al-privè-che-c'è-quello-famoso-del GF12 o 13" (aspira nel senso del desiderio, non della coca eh).
Notte gente, che la danza vi ritrovi.
venerdì 2 settembre 2011
I've got a pocket full of kryptonite
Certamente ho già scritto di loro in qualche angolo del passato, ma porca vacca se ogni tanto me ne dimentico c'è sempre qualche stazione radio (anche commerciale, massì) a ricordarmi gli SPIN DOCTORS e i maledetti ANNI '90.
Gente è vero che sono durati un amen (due bei dischi, una cover bellissima e poi vooosh....) ma questo album qua era e resta un portento e non già per il sempiterno loop di TWO PRINCES che canteresti all'infinito senza un vero e proprio turning point (qua in versione live)
ma anche per JIMMY OLSEN'S BLUES, la gemella ribelle e meno addomesticata di Two Princes donde proviene il titolo del post.....
e per il poderoso funkey di WHAT TIME IS IT? (ne vogliamo parlare?)
Ma insomma un discone davvero, composto suonato e prodotto benissimo da una band di prima fila che dava punti a tantissimi nomi ben più altisonanti (trovatemi a quei tempi un batterista come Aaron Comess o un chitarrista come Eric Schenkman, forse solo i Living Colour potevano ambire a quel livello).
Poi mi direte che era troppo cross-over ma porca miseria a me piaceva da matti e ancora oggi se la sento inizio a saltare come "un" scemo.
Bon nuit, a tout le monde.

Gente è vero che sono durati un amen (due bei dischi, una cover bellissima e poi vooosh....) ma questo album qua era e resta un portento e non già per il sempiterno loop di TWO PRINCES che canteresti all'infinito senza un vero e proprio turning point (qua in versione live)
ma anche per JIMMY OLSEN'S BLUES, la gemella ribelle e meno addomesticata di Two Princes donde proviene il titolo del post.....
e per il poderoso funkey di WHAT TIME IS IT? (ne vogliamo parlare?)
Ma insomma un discone davvero, composto suonato e prodotto benissimo da una band di prima fila che dava punti a tantissimi nomi ben più altisonanti (trovatemi a quei tempi un batterista come Aaron Comess o un chitarrista come Eric Schenkman, forse solo i Living Colour potevano ambire a quel livello).
Poi mi direte che era troppo cross-over ma porca miseria a me piaceva da matti e ancora oggi se la sento inizio a saltare come "un" scemo.
Bon nuit, a tout le monde.
martedì 26 luglio 2011
Counting Crows - Round Here
Un post in cinque punti.
1) August and Everything After (1993) è uno dei più grandi album di debutto di tutti i tempi. Per non parlare del titolo.
2) Round Here, l'opener dell'album, non ha la freschezza leggiadra malinconica immortale di Mr. Jones ma resta pur sempre una grandissima canzone, piena di parole e di pathos.
3) Adam Duritz è uno dei migliori cantanti della sua generazione, senza se e senza ma.
4) Anche loro come molti altri colleghi, in attesa di capire che fine farà il music business (avrà ancora senso pubblicare album? E dove?), girano/giravano il mondo risuonando per intero i capolavori del passato: prossimo nel loro caso, remoto in quello di altri.
5) Riguardando questo masterpiece ho capito a chi si ispira (almeno nel look) quel simpatico gaglioffo di Caparezza.
O no?
domenica 19 giugno 2011
Mike And The Mechanics - Over My Shoulder (From "Live at Shepherd's Bush...
A un certo punto si assistè alla diaspora dei GENESIS, diciamo che l'abbandono di Gabriel destabilizzò la band e dette la stura ad una serie più o meno infinita di progetti solisti e side project (chi si ricorda i Brand X alzi una mano please).
La carriera solista che spiccò il volo davvero, sacrificando la creatività alla "bieca" musica da classifica (in realtà non facendo male ad una mosca ma la kritika dura&pura non glielo perdonerà mai) fu quella di Phil Collins, mentre Steve (Hackett) e Tony (Banks) rifecero più o meno sè stessi (e difatti nessuno capì perchè uscirono degli album solisti).
Quello che spiazzò un pò tutti invece fu il vecchio Mike "Pluto" Rutheford.
Lo spilungone al basso mise in piedi senza colpo ferire un gruppetto senza alcuna velleità (roba tipo Willie & the Poor Boys di Bill Wyman per capirsi) dedito ad un Pop senza clichè e senza problemi di riferimenti stilistici. Dalla sua vari validi collaboratori su cui spiccavano le qualità canore di Paul Carrack.
MIKE AND THE MECHANICS, nato come una partita a freccette al pub, in realtà dette almeno 3 o 4 scossoni a tutte le chart mondiali (il primo sorprendente hit single fu Silent Running) e senza assurgere mai ad alcun ruolo-guida dimostrò un pò a destra e a manca come si faceva della buona musica senza pretese e soprattutto senza avere una cacchio d'immagine nell'era dell'immagine.
OVER MY SHOULDER fu un successo di metà anni
Ancora oggi ogni tanto si ritrovano e fanno un pò di concerti qua e là.
Ogni volta che vanno a vederli la gente pensa "toh, questa canzone la conosco bene, ma quelli lì che la suonano.....CHI CASPITA SONO?????????"
PS
Date un'occhiata anche qua
domenica 22 maggio 2011
Papa Roach - Last Resort
Del fenomeno che fu etichettato maldestramente come "Nu Metal" ho sempre odiato la componente "teen" che spingeva le band del genere a posizionarsi (look, tematiche da disagio adolescenziale) di conseguenza.
Tuttavia, buttandone nel cesso almeno il.....diciamo l'80? il 90%?...del totale, restano alcuni ottimi pezzi a guardia del sound della seconda metà degli anni 90 e dei primi 2000. Band come Korn, Linkin' Park, Limp Bizkit e via andare si sono abbastanza sputtanate via via negli anni ma ognuna di esse ci ha lasciato almeno un paio di pezzi che resteranno impressi nella memoria del periodo (Freak on a leash, In the end, ecc.).
Facevano parte del mazzo anche se in maniera meno universale, i californiani PAPA ROACH.
Che però nel 2000 misero a segno un indimenticabile killer riff come Last Resort.
Pezzo che ogni tanto, uscendo da casa la mattina con il classico 'ovosodo' in petto e con la voglia di ripetere fotogramma per fotogramma 'un giorno di ordinaria follia', serve anche a scaricare un pò di tensione e adrenalina.
Son quelle cose che riescono ogni tanto, come i tiri da tre punti a Shaquille O'Neal, per dire.
Ma funzionano alla grande.
Aloa.
sabato 12 marzo 2011
PRIMUS at the Spring Break 1992
Ma porca miseria se gli anni 90 devono andare a memoria per le belle statuine di Seattle.
Eccheccavolo
La vera adrenalina era ALTROVE.
Altrove.
Per esempio nella Bay Area. Ma appena appena eh.
Vai Les, dagliene secche.
(senza dimenticarsi di Tim e di Larry)
Eccheccavolo
La vera adrenalina era ALTROVE.
Altrove.
Per esempio nella Bay Area. Ma appena appena eh.
Vai Les, dagliene secche.
(senza dimenticarsi di Tim e di Larry)
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