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giovedì 29 novembre 2012

L'importanza dei Radiohead

La prima volta che esporto un post da Facebook a Rocksaloon, ormai il mondo va all'incontrario e dal piccolo commento si risale al ragionamento più ampio come i salmoni quando vanno a deporre le uova.....ad ogni modo parlavo con i miei amici come Thom Yorke e soci, qua al secondo album, parevano destinati a riscrivere le regole delle pop songs. 
Poi si sono rotti i coglioni quasi subito e hanno pensato con un filo di presunzione (ma neanche tanta eh) di riscrivere le regole della musica moderna definendo quello che sarebbe stato il sound del secondo millennio. High and Dry l'ascolterei in loop per ore, The Bends che lo contiene è bellissimo, magari non come Ok Computer, ma quasi. Però sono album quasi "normali" nella loro struttura. 
Col tempo, e con una certa fatica, ho imparato ad amare anche Kid A, che resta episodio incredibile e rivelatore. Dopo Kid A molta musica è cambiata. 
Io ci ho messo anni a metabolizzarlo, e con Amnesiac non ho ancora finito....ma sento che finirò per comprendere anche quello. 
Alla prossima non so se qua o su FB ma tanto, in tutta onestà, che differenza fa?

lunedì 17 ottobre 2011

Io e i Genesis (Mad Man Moon)



Io e i Genesis non ci siamo mai incontrati.
Non ci siamo mai incontrati durante il periodo "progressive" guidato dal faro di Peter Gabriel (lui sì che mi prese, anni dopo).
Non ci siamo mai incontrati durante il periodo "pop" guidato da Phil Collins (un buon autore, non capisco perchè questa acredine contro di lui, è "solo" un ottimo autore pop e grande batterista perchè chiedergli di essere di più?).
Ci siamo però sfiorati, sì ci siamo sfiorati. Io e i Genesis.
Successe per un paio di album, quelli della transizione dal primo al secondo periodo, quelli dove Phil Collins cantava come cantava Peter e dove il genio di Tony Banks e l'abilità di Rutheford e Hackett ancora brillano.
A TRICK OF THE TAIL non sarà il miglior album dei Genesis per carità, chi sono io per giudicarli non sono neanche uno che li conosce a menadito.
Ma A Trick of the tail sono i "miei" Genesis. Un album che conosco solco per solco, parola per parola, nota per nota. Dalla tumultuosa Robbery, Assault and Battery, passando per la grandissima Ripples, fino al grandissimo elegiaco sognante e malinconico pezzone qua: MAD MAN MOON. Una delle canzoni che più mi commuovono e che continuano a farmi chiedere chi diavolo rappresentasse questo pazzo uomo luna. Ma si sa, i testi dei Genesis sono sempre stati simbolici e raffigurativi, non c'è neanche bisogno di capirli troppo.....bisogna solo scivolarci dentro.
E allora vado nuovamente a struggermi in questo brano, scusatemi, ma ogni tanto è più forte di me.

giovedì 2 giugno 2011

WILD IS THE WIND

Questa canzone è stata scritta da Dimitri Tiomkin e Ned Washington. Registrata per la prima volta come colonna sonora dell'omonimo film, nel 1957, cantata da Johnny Mathis.
La prima cover di successo fu quella della grandissima NINA SIMONE, nel 1966.
Ne sono seguite molte altre nel tempo, da George Michael a Barbra Streisand, da Billy McKenzie (ex Associate) a Cat Power almeno per le più note.
Ma probabilmente la versione di DAVID BOWIE (contenuta curiosamente in Station to Station, il lavoro che anticipava e faceva da opener alla gelida trilogia berlinese) è quella maggiormente conosciuta.
David ne dette un interpretazione superba, forse l'unica canzone del suo repertorio dove riesce a fare il crooner ed emozionare contemporaneamente. Perchè a me David crooner piace da matti ma l'emozione la genera quando canta di pancia, non impostato.
In questo pezzo fatto da bassi e falsetti, da saliscendi continui e da spessore assoluto c'è tutta l'arte interpretativa di David.
Ma per non essere il solito fanatico oltre alla versione di David vi giro quella di Nina (alla quale David Bowie, suo grande ammiratore, si era dichiaratamente ispirato) e quella di Cat Power, all'anagrafe Chan Marshall, una delle cantanti migliori degli ultimi 20 anni.
Cheers!


David Bowie




Nina Simone



Cat Power

venerdì 16 maggio 2008

SOMETIMES IT SNOWS IN APRIL

Prince - Sometimes it snows in april


Prince - Sometimes it snows in april from http://edsperience.vox.com/

Una delle più grandi e meno conosciute canzoni di Prince, una delle più grandi canzoni di sempre.
Con il contributo di Wendy e Lisa, il nostro artista tutto-genio-e-sregolatezza inserì questa gemma in Parade, album molto noto per la ben più nota Kiss.
Ma è in Sometimes it snows in April, canzone per chi ci ha lasciato, che l'album trova il suo epicentro ed il suo cuore.
Sotto il testo.
E un pensiero a chi non c'è più ma...non si sa mai, a volte nevica anche in Aprile....


Tracy died soon after a long fought civil war
Just after I wiped away his last tear
I guess he's better off than he was before
A whole lot better off than the fools he left here
I used 2 cry 4 Tracy ‘cause he was my only friend
Those kind of cars don't pass U every day
I used 2 cry 4 Tracy ‘cause I wanted 2 see him again
But sometimes, sometimes life ain't always the way

Sometimes it snows in April
Sometimes I feel so bad, so bad
Sometimes I wish that life was never ending
And all good things, they say, never last

Springtime was always my favorite time of year
A time 4 lovers holding hands in the rain
Now springtime only reminds me of Tracy's tears
Always cry 4 love, never cry 4 pain
He used 2 say so strong, “Oh, I'm not afraid 2 die?
Unafraid of the death that left me hypnotized
U know, staring at his picture I realize
No one could cry the way my Tracy cried

Sometimes it snows in April
Sometimes I feel so bad, yeah
Sometimes, sometimes I wish that life was never ending
But all good things, they say, never last

I often dream of heaven and I know that Tracy's there
I know that he has found another friend
Maybe he's found the answer 2 all the April snow
Maybe one day I'll see my Tracy again

Sometimes it snows in April
Sometimes I feel so bad, so bad
Sometimes I wish that life was never ending
But all good things, they say, never last
But all good things, they say, never last
And love, it isn't love until it's past

mercoledì 7 maggio 2008

Perfect Day

Certo che l'album da cui è tratta questa canzone è probabilmente uno dei più belli e intensi che mi sia mai capitato di ascoltare.
TRANSFORMER di Lou Reed contiene, oltre alla celeberrima Perfect Day, altre mirabili perle come Walk on the wild side e Satellite of love e Vicious e Hangin' round.
Insomma non si sa da che parte girarsi o meglio anche andando di shuffle si casca sempre bene.
Questa versione di Perfect Day è un curioso collage di interpretazioni di quelli che possono definirsi "various artists", realizzata per non so quale iniziativa benefica nel 1998.
Tra di loro non poteva mancare l'uomo che (assieme al fido Mick Ronson) produsse quel disco e gli dette un'impronta così nitida, ancor oggi scolpita come i faccioni del monte rushmore, rendendo possibile e memorabile quell'album vertiginoso.
Ovviamente la "materia prima" su cui David Bowie lavorò era di eccezionale qualità.
Come allenare il Milan o il Real Madrid o il Manchester United, più o meno.
Talvolta mi chiedo come mai Daviddino sia così bravo in tutto quello che fa (cito anche l'operazione analoga compiuta con Lust for Life di Iggy Pop, altro capolavoro).
Ma poi, senza rispondermi, torno semplicemente a far ripartire lo shuffle.
Tanto, casca sempre bene.
Halleluja e goodnight a tutti.

lunedì 17 marzo 2008

Sally

Lungi da me il voler riproporre l'annosa polemica "vasco sì / vasco no" (che per me si chiude con un malinconico vasco sì ma fino a....).
Lungi da me voler riproporre l'annoso dualismo "meglio l'interpretazione originale / meglio l'interpretazione della mannoia" (che per me si chiude con un malinconico sivabbè è una delle più grandi canzoni del vasco ma cantata da lei assume un tono particolare -lo stesso vasco ebbe a dire l'avevo scritta per lei ma ancora non lo sapevo-).
Lungi da me tutto.
Mi ci calo dentro e stop.

Perchè la vita è un brivido che vola via.

Perchè è tutto un equilibrio sopra la follia.

Ed offro a tutte le mie amiche la possibilità di prendersi un KARAOKE TIME di quelli giusti.
Quelle a cui l'ho già dedicata in passato.
E quelle a cui non l'ho mai dedicata.
Sally è per tutte voi.


Sally cammina per la strada senza nemmeno
guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia
di fare la guerra
Sally ha patito troppo
Sally ha già visto che cosa
ti può crollare addosso
Sally è già stata punita
per ogni sua distrazione, debolezza
per ogni candida carezza
tanto per non sentire l'amarezza

senti che fuori piove
senti che bel rumore

Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente
ormai guarda la gente
con aria indifferente
sono lontani quei momenti
quando uno sguardo provocava turbamenti
quando la vita era più facile
e si potevano mangiare anche le fragole
perché la vita è un brivido che vola via
è tutto un equilibrio sopra la follia
sopra la follia

senti che fuori piove
senti che bel rumore

ma forse Sally è proprio questo il senso, il senso
del tuo vagare
forse davvero ci si deve sentire
alla fine un po' male
forse alla fine di questa triste stroia
qualcuno troverà il coraggio
per affrontare i sensi di colpa
e cancellarli da questo viaggio
per vivere davvero ogni momento
con ogni suo turbamento
e come se fosse l'ultimo

Sally cammina per la strada leggera
ormai e sera
si accendono le luci dei lampioni
tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni
ed un pensiero le passa per la testa
forse la vita non è stata tutta persa
forse qualcosa s'è salvato
forse davvero non è stato poi tutto sbagliato
forse era giusto così
forse ma forse ma sì

cosa vuoi che ti dica io?
senti che bel rumore

lunedì 18 giugno 2007

After the rain



Sapete che non amo alla follia la musica italiana, tranne rari casi.
Sapete pure che amo ancora meno le canzoni in dialetto, che trovo irritanti nel loro “ripiegarsi” provinciale che ne preclude la comprensione.
Sapete anche che parlanne ‘e Napule, il mio cuore è da sempre in mano a Edoardo, per la sua anarchia populista, per la sua infinita vena rock’n’roll, per la sua esplosiva vitalità.
Ma questa è una di quelle canzoni, porca troia, che quando partono ti fanno improvvisamente intenerire. Come non vorresti mai. Come non credevi che potesse succedere.
E la mente corre a lei, inutile negarlo.
A lei che è scivolata via come una lacrima nella pioggia.
Ma non era Blade Runner, era la vita.
Ovunque tu sia. Stai bene.

QUANNO CHIOVE
(Pino Daniele)

E te sento quanno scinne 'escale'
e corza senza guarda'
e te veco tutt'e juorne
ca ridenno vaje a fatica'
ma mo nun ride cchiù.
E luntano se ne va
tutt'a vita accussì
e t'astipe pe nun muri'.
E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'.
Se fa scuro e parla 'a luna
e te vieste pe' senti'
pe' te ogne cosa po' parla'
ma te restano 'e parole
e 'o scuorno 'e te 'ncuntra'
ma passanno quaccheduno
votta l'uocchie e se ne va.
E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'