Visualizzazione post con etichetta personaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta personaggi. Mostra tutti i post

domenica 21 settembre 2008

4 Non Blondes - What's Up

Bella meteora eh?
Questa canzone fece il giro del mondo A/R conquistando praticamente ovunque il numero uno.
Evidentissime le influenze del cantautorame americano mixato con gli allora imperanti e arrembanti Guns'n Roses di Axl e Slash.
Dietro le 4 non blondes non c'era però il vuoto. La cantante e compositrice e leader Linda Perry non ripetè mai più l'exploit in proprio ma ancor oggi il suo nome e la sua testa si celano dietro molte produzioni da classifica billboardiane (Aguilera, ad esempio le deve tutto o quasi -Beautiful, Candyman- ma anche Gwen Stefani e Pink e una lista di artisti di quella parte dell'oceano lunga un chilometro).

Insomma che dire.
Il pezzo era buono, ben prodotto e suonato.
Mi piace riproporvelo perchè io, sinceramente, fino a poco fa che l'ho ripreso in radio, me l'ero scordato.
E riascoltarlo mi ha fatto piacere.
Halleluja!

sabato 14 giugno 2008

judas priest-acoustic set

Se avete la pazienza di superare la tremenda sigletta di questa trasmissione in cui erano ospiti, vi attende una visione abbastanza curiosa dei Judas Priest (solo voce e chitarra acustica) alle prese con la versione ormai celeberrima della ballata di joanbaeziana memoria Diamonds and rust (ohibò!).
Nella cosmogonia del Rock Duro esiste un preciso consiglio di amministrazione di Divinità.
Rob Halford (qua in versione Fra' Martino campanaro, non più ossigenato -per forza è pelato- e con barbetta orientaleggiante) è una delle più osannate ed autorevoli.
Uomo timido, gentile e anche dichiaratamente gay (a riprova che l'ambiente metal è meno ottuso e reazionario di quel che si pensi ed a riprova che non sempre chi suona cose toste è obbligatoriamente un cazzone grezzone) resta a tuttoggi dotato di una delle più belle voci in circolazione.

Per farlo accedere a platee anche non-headbanger è necessario proporlo così.
In versione unplugged, sobrio, senza borchie e leather jacket.

Meno teatrale del solito, senza i consueti acuti spaccacristalli.

Ma intenso, preso, calato nel ruolo.

E che l'Olimpo del Rock Duro ce lo conservi il più a lungo possibile, nel suo ruolo.

Un Mito. In tutti i sensi.

Halleluja!

mercoledì 2 aprile 2008

Bon Jovi - Dry County (London '95) "Kontrokorrente"

Parlare di John Bongiovanni è difficile, soprattutto qua da me.
Il motivo che mi spinge a farlo, diciamolo subito così mi levo un peso.
E’ un’artista che non ha mai avuto un riconoscimento dalla kritika ufficiale.
E questo a mio avviso non lo merita.
Ma veniamo all’arringa difensiva.

L’evidenza sotto gli occhi di tutti.
BONJOVI sono stati una hard-pop band di facili costumi. I loro album hanno venduto oltre 120 milioni di copie in tutto il mondo grazie a sapienti hit-singles costruiti per piacere e per vendere.
Robetta facile facile come Livin’on a prayer e Bad medicine e It’s my life e Always (solo senza band) e Born to be my baby e si potrebbe continuare a lungo.
Il look da hair metal band e la bellezza di John (che ha fatto anche l’attore, qua e là) hanno completato il pacchetto in offerta al teen ager medio americano ed europeo.

La realtà nascosta.
John Bonjovi canta molto bene. Ha una bella voce e sa come usarla al meglio. I suoi compari sono tutti buoni strumentisti, presi singolarmente. I suoi prodotti, per quanto “di facili costumi”, sono tutti di livello molto professionale.
John Bonjovi ha nel tempo piazzato là alcuni ottimi pezzi passati sotto traccia dietro le hit singles da classifica: Bed of Roses, Wanted Dead or Alive, Dry County, Midnight in Chelsea (solo senza la band), Blood on Blood e la recentissima (You want to) Make a memory. Talvolta southern rock, altre più country oriented.
John Bonjovi è la seconda persona più famosa del New Jersey, ci sarà un motivo.

La sentenza.
E’ bravo John Bonjovi.
Ma fino ad oggi ha privilegiato il “far soldi” con musichette di “facili costumi” rispetto alla propria dignità artistica che pure si palesa a tratti, facendo rimpiangere impegni meno business oriented.
Ci si attende da lui uno smarcamento verso la musica di qualità. Anche senza la band.
I soldoni li ha fatti, le groupies lo hanno ormai divorato fino al midollo.

Che altro può fare se non dimostrare al mondo che lui vale veramente qualcosa?

A presto John. A futuri album che mi diano ragione.

lunedì 31 marzo 2008

The Verve - Lucky Man, Haigh Hall, 1998

KARAOKATE con me e con il gruppo in assoluto più geniale di tutto il Brit-Pop, qua in grande versione live.
THE VERVE, che si sciolgono e si uniscono a seconda delle lune di Sir Richard Ashcroft, un pennellone scoglionato che unisce in sè il meglio dei fratelli Gallagher.
Uno strano tipo che sapeva (sa?) scrivere testi e musica come pochi, discontinuo ai limiti dell'irritazione, ma che seppe con l'album da cui questo brano è tratto, sciorinare uno dei migliori dischi degli anni '90: URBAN HYMNS.
I VERVE praticamente fecero un greatest hits al posto di un album, quella volta lì.
Come definire in modo diverso una roba che contiene Drugs don't work, Sonnet, Bitter Sweet Simphony e la suriproposta celeberrima Lucky Man (tra parentesi, una Wonderwall meno zuccherosa)?
Una tracklist da far impallidire il celebrato What's the story morning glory dei fratellini o qualsiasi album dei Blur.
E allora speriamo che Richard prima o poi ritorni con qualcosa all'altezza della sua altezza (toh, sarà un par de metri....).
Nel frattempo......KARAOKE!!!!!

Happiness
More or less
It's just a change in me
Something in my liberty
Oh, my, my
Happiness
Coming and going
I watch you look at me
Watch my fever growing
I know just where I am

But how many corners do I have to turn?
How many times do I have to learn
All the love I have is in my mind?

But I'm a lucky man
With fire in my hands

Happiness
Something in my own place
I'm stood here naked
Smiling, I feel no disgrace
With who I am

Happiness
Coming and going
I watch you look at me
Watch my fever growing
I know just who I am

But how many corners do I have to turn?
How many times do I have to learn
All the love I have is in my mind?

I hope you understand
I hope you understand

Gotta love that'll never die

Happiness
More or less
It's just a change in me
Something in my liberty
Happiness
Coming and going
I watch you look at me
Watch my fever growing
I know
Oh, my, my
Oh, my, my
Oh, my, my
Oh, my, my

Gotta love that'll never die
Gotta love that'll never die
No, no
I'm a lucky man

It's just a change in me
Something in my liberty
It's just a change in me
Something in my liberty
It's just a change in me
Something in my liberty
Oh, my, my
Oh, my, my
It's just a change in me
Something in my liberty
Oh, my, my
Oh, my, my


CLICCATE QUI PER IL VIDEO


giovedì 27 marzo 2008

METAL MICKEY!!!!!!

Per riprendermi dopo le estenuanti pause pranzo di Pasqua avevo bisogno di qualcosa che non fosse necessariamente megagalattico.
Qualcosa che ripescasse in modo non troppo impegnativo dalla mia memoria belle sensazioni non troppo indietro nel tempo.
Qualcosa che mi desse una bella sferzata di energia, come una frustata di acqua fresca mentre stai sdraiato al sole.
E allora mi sono capitati per le mani i SUEDE.
Una band che non ho mai amato troppo, tanto erano evidenti e smaccati i “modelli” di riferimento.
Una band che però ha il merito di porsi al crocevia tra tradizione glam rock, post punk e brit pop nascente.
E scusate se è poco.
Per cui, vai Brett Anderson conciato come Brian Ferry in visita di cortesia da David Bowie, pronto a dare consigli a Damon Albarn su come scalare le charts.
Vai con questo pezzo sparato, duro, ben ritmato e anthemico.
Che nel mondo del rock c’è posto anche per te, METAL MICKEY.
Halleluja!

mercoledì 5 settembre 2007

Fatti più in là




Ecco. Grazie ad Henry che mi ha messo la pulce nell'orecchio.

Adesso il "mistero" è spiegato.

Nel link soprastante, relativo al blog di Michael Anthony, il simpatico bassista spiega perchè non sarà in tourneè con i Van Halen nella loro prossima reunion.

I veri fan già sapranno che Wolfgang Van Halen (figlio 16-enne di Eddie e Valerie Bertinelli) sarà presto in tour con il padre, lo zio Alex e il recuperatissimo David Lee Roth come bassista della band.

Peccato che al buon Michael nessuno avesse detto nulla ufficialmente.

Eppure, nell'economia del sound dei VH, Micheal Anthony contava eccome.

Non solo per il suo potente e originale basso, ma anche per i backing vocals (tutti praticamente suoi e decisivi ad esempio in brani come Panama e Running with the Devil) e per partecipare attivamente al songwriting.

Vabbè, anche lui ammette che se avesse un kid di 16 anni forse ci penserebbe su.

Ma comunque non è bello essere scaricati così, dopo 30 anni di carriera assieme.

La spiegazione ufficiosa data dai nuovi VH?

Che Michael se ne andava in giro a fare tour con Sammy Hagar, secondo cantante della band dopo il primo abbandono di DLRoth.

Già. E che doveva fare mentre Eddie era impegnato a sconfiggere malattie e dipendenze varie?
Van Halen comunque (almeno per lo scrivente) nell'Olimpo.
Ma con uno schizzetto di fango in più sul bavero.

martedì 28 agosto 2007

Il coraggio di dire NO


Ehilà. Eccoci di nuovo qua.

Tre notiziole non nuovissime.


ONE. Esce un nuovo disco di Springsteen e la E-Street Band, "Magic".

TWO. Esce un nuovo disco degli Eagles (formazione Long Run), "Long road to Eden" o qualcosa di simile.

THREE. Morrissey rifiuta 58,8 milioni di dollari per fare 50 date con i nuovi Smiths (lui + Marr + comprimari).


Ora io da sempre stravedo per Springsteen e per le Aquile.

Adoravo gli Smiths.

Apprezzo invece senza eccessivi sussulti il Morrissey solista.


Logica vorrebbe che la prima e la seconda notizia mi facessero piacere e che la terza notizia un pò mi gelasse.


Invece, non so come mai, mi fa l'effetto contrario. Dopo l'odore di stantìo, la terza notizia genera Aria Fresca.


Grande Mozzer. Vabbè che i soldi da parte ce li avrai per indurti a rifiutare un contratto sì principesco. Ma è tempo di non rinvangare il passato inutilmente. Ora più che mai.


martedì 17 luglio 2007

Questo non è un topic su Vasco Rossi


Non so cosa ne pensiate voi.

Ma io sono un pò stufo di andare in edicola e trovare più CD di Vasco che giornali.

In allegato a quel quotidiano c'è tutta la discografia a puntate.

In allegato a quell'altro periodico c'è il cofanetto raccoglitore in metallo con, a puntate, le canzoni imperdibili del Vasco.

E ce ne sono un altro paio che non ho capito bene la struttura.

Ora, direte voi.

E' il mercato baby.

E' cambiata la logica distributiva e ormai ti ritrovi il CD, oggetto vetusto e svalutato, anche nei fustini del detersivo.

Ma, dico io.

Non è anche il segnale di "alla frutta"?

Che ormai il Vasco da una ventina d'anni non fa altro che rimpolpare la band di questo e quell'altro (dal supersession man ex metallaro al megabatterista) ma non emette niente di particolarmente invitante dal punto di vista della creatività?

Vabbè, non era un topic su Vasco, giusto.

Ma io a vederlo così mercificato e mercificando, non mi resta che ricordarmelo in questo modo.

Come lo vedete in foto.

Giovane e un pò pataccaro, ribelle ma mortadellaro, guascone ma genuino come il cotechino, playboy ma con l'impermeabile del commissario Zuzzurro.

Vasco, da Zocca.

Perchè non siamo mica gli americani.

Epperfortuna, aggiungerei.