Chi mi conosce sa quale sconfinato amore porti ai canguri.
Che per me incarnano l'essenza del rock, come pochi altri (Motorhead? Kinks? Who?).
Ogni tanto ne riparlo ma mi perdonerete; cos'è un blog se non un ampex della tua vita? Ci son cose che tornano e tornano e tornano.
Mi fa tenerezza ancor'oggi vedere il caro vecchio etilico Bon Scott alle prese con il suo cavallo di battaglia "bluesy" THE JACK.
Sì perchè per chi ancora non avesse capito AC/DC nasce dal Blues.
Nello spirito, nel groove, nel sound.
Dispiace, ma intenerisce e inorgoglisce vedere Bon al massimo della forma. Ok, grande Brian. Ma io resto di quelli che pensano che Bon Scott fosse un grandissimo eversivo laddove Brian è un grandissimo professionista.
Sorprende ancora vedere il ventenne Angus scorrazzare sul manico della sua Gibson SG nel solco della tradizione dei grandi.
Poche, clamorose, sentitissime note per quello che resta uno dei moderni maestri della chitarra rock-blues.
Dove non arriva con la tecnica arriva col fisico e con il cuore.
Oggi AC/DC è ancora sorprendentemente (per alcuni) in pista.
Ma non c'è da stupirsi.
Come tutti i grandi bluesmen, AC/DC probabilmente moriranno sul palco suonando l'ultima nota della serata.
Halleluja!
lunedì 9 novembre 2009
AC/DC The Jack - Live
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DiamondDog
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venerdì 6 novembre 2009
Enzo Jannacci - Faceva il Palo
Enzino non si discute.
Mai e poi mai.
Lui e Giorgio sono state le cose "migliori" prodotte da Milano nel secolo scorso.
E ogni tanto ci torno, anche se non ho da dire niente di nuovo.
Lascio parlare lui, la sua sensibilità, la sua capacità di lettura del reale tragicomica e al tempo stesso lievissima, la sua ironia tagliente ma mai volgare, la sua onestà intellettuale che non l'ha fatto mai sputtanare.
Grande, ma che dico grande. Fottutamente grande.
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DiamondDog
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mercoledì 4 novembre 2009
TEARS FOR FEARS
1) Ronald Orzabal aveva grandi capacità compositive.
2) Il suo talento è andato sprecato dopo i primi album sfavillanti di malinco-pop in compagnia del fido Curt Smith.
3) "The Hurting", "Songs from the Big Chair" e "Sowing the seeds of love" sono dei grandissimi lavori, degni della migliore tradizione pop britannica. Dopo, il vuoto o quasi. Inspiegabilmente.
4) Curt Smith cantava meglio di Roland, ma la megalomania di Roland era più forte della realtà e si è preso dei pezzi che era meglio fare cantare a Curt.
5) TFF dal vivo erano scarsini. Li ho visti. Replicavano il disco paro paro senza metterci molta anima. Peccato.
6) Il pezzo che vi giro oggi è di una bellezza più unica che rara. Oltre a tutto quanto detto sopra, si avvale infatti della collaborazione di Oleta Adams, un'artista che avrebbe meritato maggior successo, scovata nei piano bar di Kansas City e assunta alla fama grazie alla collaborazione i TFF ma poi rapidamente e ingiustamente dimenticata, a parte qualche altro bell'intervento (Don't let the sun go down on me nell'album tributo a Elton John "Two Rooms" e un solo album prodotto dallo stesso Orzabal). Ecco, Oleta è stupenda, e riesce a valorizzare in pieno questo storico pezzo: WOMAN IN CHAINS. Dotato anche di un bel testo che il cui contenuto viene fatto intuire subito dal titolo.
Qua in versione live (io preferivo quella da studio, ma sul tubo è stata disattivata....)
Halleluja!
Tears for Fears - Woman in Chains (live) with Oleta Adams

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lunedì 2 novembre 2009
Belinda Carlisle - Circle In The Sand
Ok, musica semplice senza pretese.
Leggera e rinfrescante come una bibita all'ombra del bar dello stabilimento balneare.
Ma resta un pò il mistero di come una donna di così rara bellezza e presenza scenica non abbia raccolto (tutto) il successo che meritava. Perdiana, nell'era dell'estetica.
Eppure le premesse c'erano, faceva parte di uno dei gruppi più "stilosi" e frizzanti d'America, quelle GO-GO's che rinnovarono e perpetuarono la tradizione dei gruppi musicali al femminile. Con la fida Jane Wiedlin e le altre infilarono una serie di hit e svariati album tra cui l'eccellente VACATION.
Poi la carriera solista, altri successi come questo (Heaven is a place on earth, Mad about you), e un lento ma inesorabile oblìo in parallelo con le rughe nuove.
Eppure BELINDA CARLISLE cantava meglio di Madonna, era più "rock" di Madonna, era molto più bella e solare, aveva un'enormità di classe in più rispetto a tutte le sue post-colleghe del pop americano.
Qualcuno ha suggerito che forse non ha "tenuto" perchè in realtà nei suoi dischi, nei suoi concerti e nei suoi video non ha mai "venduto sesso" come invece hanno praticamente sempre fatto miss ciccone e le sue figliocce, da britney alla aguilera per arrivare alla recentissima lady gaga.
Pezzi ambigui promossi da video scosciati, upskirt e perez hilton, scandali e scandaletti vari.
Fosse che fosse la spiegazione giusta? Mumble mumble.
A voi (e ai posteri).
Halleluja!
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DiamondDog
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giovedì 29 ottobre 2009
Omini di burro e omini di Tulsa
Fa bene scrollarsi di dosso il superfluo e tornare ad assaporare il cuore delle canzoni.
God Bless l'omino di Tulsa, ora e per sempre J J CALE.
Eric Clapton e Mark Knopfler forse un giorno cresceranno e smetteranno di fargli da chierichetti.
Devil in disguise (dal capolavoro Grasshopper) e come sempre
Halleluja!
JJ Cale - devil in disguise - studio live

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DiamondDog
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