mercoledì 12 novembre 2008

Dietro le quinte




Ultimamente mi piace andare a ravanare “dietro le quinte” del music business.
Perché ci sono fenomeni che non appaiono alle masse ma che suscitano comunque interesse e curiosità.
Alzi la mano chi di voi ha mai sentito nominare DESMOND CHILD, sì quello lì “ma chi cazzo è” nelle foto accanto a Jon Bonjovi, Cher e Steven Tyler.
Questo talentuoso signore, di origine cubana ma nato in Florida nel 1953, è probabilmente la persona che ha venduto più dischi in assoluto: 300 milioni con oltre 70 pezzi nelle top 40 delle charts americane.
Come? Non lo avete mai visto in classifica?
Per forza. E’ uno scrittore (e produttore). Dovete prendere i dischi e andare a vedere i credits delle canzoni.
Il primo a credere veramente in lui fu (e poi chiedetemi perché non riesco a non considerarli grandi….) Paul Stanley che gli “commissionò” I Was made for lovin’ you nel 1979.
Pezzo che riciclò alla grande i Kiss e che resta tuttora uno dei più venduti del loro sterminato catalogo.

“as Child remembered in Billboard, "Paul and I talked about how dance music at that time didn't have any rock elements." To counteract the synthesized disco music dominating the airwaves, Stanley and Child wrote, "I Was Made For Loving You." So, "we made history," Child further remembered in Billboard, "because we created the first rock-disco song." That song became Kiss' best-selling single.”

Ci sono innumerevoli altri esempi. Ne dirò solo alcuni, per il resto vi rimando al suo sito personale (http://www.desmondchild.com/).
Chi rianimò la seconda fase della carriera degli Aerosmith (Dude looks like a lady, Angel, What it takes, Crazy ecc.)?
Chi dette la spintona definitiva ai Bonjovi (You give love a bad name, Livin on a prayer, Bad medicine)?
Chi ha veramente fatto esplodere a livello globale Ricky Martin (Livin‘ la vida loca)?
Poi mettiamoci pure Alice Cooper, Michael Bolton, Joan Jett, Cher, Meat Loaf, Joss Stone, The Rasmus, The Scorpions, Sebastian Bach, Hillary Duff e perfino la nuova stellina Katy Perry. Ma sicuramente la lista è molto molto più lunga.
Che dire, lo stile di Child è vicino al rock melodico, a volte un filino più caciarone altre più orientato alle power ballads. Ma la sua grande capacità risiede a mio avviso nella strepitosa flessibilità.
Che lo porta a “interpretare” lo stile del committente spesso agendo in collaborazione con lui e rendendo il pezzo incastonabile nella sua produzione senza che sembri piovuto dal cielo.
Che lo porta a coprire una marea di stili e di generi, cosa impensabile per i suoi “colleghi” (forse solo Linda Perry ha una flessibilità simile, ma non sicuramente Jim Steinman o Bob Halligan jr.).
Insomma uno che sarà seduto su una montagna d’oro e che quando vede i video su MTV passa il tempo a dire “celo” e “manca”.
Halleluja!

9 commenti:

majorTom ha detto...

..che poi ogni tanto uno ha anche voglia di scrivere qualche post un pò più "tecnico", mi rendo conto che non ci sia un granchè da commentare....però oh, come disse Pirandello "così è se vi pare"!!!!

Henry ha detto...

hai fatto bene a mettre le foto. così almeno sappiamo con chi prendercela...

zero in-coscienza ha detto...

'Sto qua è un pò come il nero che sta bene su tutto... ci verrebbe a fare due cose per la mia festa di compleanno?
Farfallegra

Anonimo ha detto...

oh ce ne fosse uno, dico uno, nell'elenco che mi piace...

fw

Strato2006 ha detto...

Minchia, non è che hai il suo numero di telefono? Del resto spesso è così, il successo di certe "facce" ben visibili è costruito da persone che se ne stanno nell'ombra, ma un'ombra ben retribuita (come è giusto)...

Anonimo ha detto...

Okkio Maggiore che il Berlusca ti manda l'esercito nel blog per spalare e stoccare tutta questa "monnezza".
andy candy

Anonimo ha detto...

Nel post ovviamente e NON nel blog. Ciao!
andy candy

Anonimo ha detto...

Stè, quando leggo "Majortom - Milano, Firenze, Roma"
mi sembra di vedere una di quelle pagine moda dove in basso leggi:
Milano, London, Barcelona, Puerto Banus, Praha, Portofino, Portogruaro...

arc

majorTom ha detto...

Ma io sono una griffe!
O di griffe o di graffe.