martedì 4 dicembre 2012

Due al prezzo di uno, ovvero come David Bowie riesce ad essere credibile anche riciclando lo stesso brano

LODGER è l’album del 1979 che chiude idealmente la famosa trilogia berlinese di David Bowie.
Ho sempre amato questo disco anche perché è il primo disco di Bowie che ho comprato, incuriosito da un articolo su Ciao 2001. E che mi lasciò freddino all’ascolto, per almeno 2 o 3 anni.
Il tempo di iniziare a capirci qualcosa.
Col tempo Lodger ha acquisito valore, andando a rappresentare la punta della trilogia più proiettata nel futuro e meno nel breve-medio termine della New Wave nascente.
Ci sono moltissime contaminazioni “etniche” disparse qua e là, ma anche concentrate nel pezzo-muezzin “Yassassin” o nel tocco afro di ashanti nabari nabari “African Night Flight”, influenze peraltro giù udibili nella splendida The Secret Life of Arabia presente su Heroes (un pezzo che avrebbe dovuto stare su Lodger, per coerenza).
Ci sono suoni futuribili ma non sperimentali. Niente più facciate strumentali o suoni glaciali, ma canzoni sbilenche e distorte impreziosite dalla chitarra lacerante e straniata di Adrian Belew, a mio avviso l’uomo il cui suono si è sposato meglio con l’universo bowiano, insieme a quello di Mick Ronson.
Bowie parlò in molte interviste del disco, che penso gli continui a garbare parecchio (contiene per dire “Dj” e “Look back in anger”, due perle assolute).
Una curiosità che forse alcuni non conoscono è la coppia di canzoni “gemelle” contenuta nell’album.
Tutti ricordate il singolo apripista “Boys Keep Swinging”, quello con il video di Bowie vestito da donna (strano eh) e l’assolo assordante e totalmente distorto di Belew (uno degli assolo più innovativi che mi sia mai capitato di ascoltare).
Forse pochi ricordano invece “Fantastic Voyage” pezzo che se non erro apriva l’album.
Che rispetto al singolo presenta andamento più rilassato ma. Ma cosa? Ma che è esattamente Boys Keep Swingin (o Boys è esattamente Fantastic Voyage, il rapporto di dipendenza non è mai stato svelato) un po’ rallentata, con meno distorsioni e, ovviamente con un testo diverso.
Birichino di un Bowie, fece tutto questo per allungare il brodino, per prenderci per i fondelli o semplicemente per dare un’angolazione diversa ad una sua creazione artistica?
Io sarà che sono un fanatico ma propendo per la terza.

Voi che ne dite?





8 commenti:

allelimo ha detto...

Sicuramente la terza che hai detto.
Manco a farlo apposta, questi due pezzi sono un complemento perfetto al mio post di oggi sull'importanza dell'arrangiamento per una canzone "rock".
:)

brazzz ha detto...

concordo..la terza.album splendido,che adoro da sempre..sarà x belew(anche)..

joyello ha detto...

oltretutto uscirono assieme su un singolo (il 45 giri io ce l'ho ancora) e non ho mai avuto dubbi riguardo il fatto che fossero semplicemente due canzoni legate tra loro e parte dello stesso progetto.

DiamondDog ha detto...

E' vero! Il 45 gg ce l'ho anch'io sepolto da qualche parte....comunque ho riguardato qua e là in rete, pare che la "rivelazione" sia stata fatta da Tony Visconti, non da Bowie.

gattasorniona ha detto...

Oddio che bello ! (ormoni fuori controllo) :)

DJ JEN ha detto...

Credo che Low sia il lavoro migliore della cosiddetta 'Trilogia Berlinese' (provate ad ascoltarlo in auto percorrendo una zona industriale, con il cielo grigio piombo, mentre cala il crepuscolo), ma anche Heroes e Lodger sono due lavori indubbiamente monumentali. Se ti va, fai un giro sul mio blog :) http://raisedonmelodies.blogspot.it/2012/02/riflessioni-congetture-coincidenze.html

Euterpe ha detto...

OT
Tanti auguri di Buon Natale a te ed alla tua famiglia.
Giovanni

giusy ha detto...

mah! E' tutta questione di arrangiamenti.
Ciao, buon 2013!!!!
Hai messo la moderazione al blog?