lunedì 18 giugno 2007

After the rain



Sapete che non amo alla follia la musica italiana, tranne rari casi.
Sapete pure che amo ancora meno le canzoni in dialetto, che trovo irritanti nel loro “ripiegarsi” provinciale che ne preclude la comprensione.
Sapete anche che parlanne ‘e Napule, il mio cuore è da sempre in mano a Edoardo, per la sua anarchia populista, per la sua infinita vena rock’n’roll, per la sua esplosiva vitalità.
Ma questa è una di quelle canzoni, porca troia, che quando partono ti fanno improvvisamente intenerire. Come non vorresti mai. Come non credevi che potesse succedere.
E la mente corre a lei, inutile negarlo.
A lei che è scivolata via come una lacrima nella pioggia.
Ma non era Blade Runner, era la vita.
Ovunque tu sia. Stai bene.

QUANNO CHIOVE
(Pino Daniele)

E te sento quanno scinne 'escale'
e corza senza guarda'
e te veco tutt'e juorne
ca ridenno vaje a fatica'
ma mo nun ride cchiù.
E luntano se ne va
tutt'a vita accussì
e t'astipe pe nun muri'.
E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'.
Se fa scuro e parla 'a luna
e te vieste pe' senti'
pe' te ogne cosa po' parla'
ma te restano 'e parole
e 'o scuorno 'e te 'ncuntra'
ma passanno quaccheduno
votta l'uocchie e se ne va.
E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'

18 commenti:

Anonimo ha detto...

dov'è finita tutta la "gnocca"?

majorTom ha detto...

Non so, però conosco un posto dove fanno un ottimo gnocco fritto.

AndyPF ha detto...

Io Daniele non l'ho mai amato troppo. Salvo alcuni brani, soprattutto dei primi tempi, quelli più blues per capirsi.
Poi ha virato sullo sdolcinato arricchito da assoli e arpeggi alla chitarra.
Un po' come Finardi, fantastico nei primi dischi e poi ridotto a menestrello dei cuori infranti (rivedete il testo di Musica Ribelle, proprio quando accenna a "tutti quei cantanti"...)

helmut ha detto...

(diamante in versione romantica ancora non l'avevo visto)

majorTom ha detto...

I diamanti, taglio amsterdam, hanno almeno 64 sfaccettature.
Però se ti firmi helmut poi pensano che sei un uomo.....

helmut ha detto...

ti dirò, quando mi son guardata stamattina allo specchio mi son scambiata per un uomo pure io.
Tipo ...un camionista ubriaco, ecco.

majorTom ha detto...

beh, spero se non altro che tu non abbia visto il topone girare per casa in autoreggenti.......

Nelmiomondo ha detto...

A me piace "Je so' Pazzo" di Pino Daniele, e per quanto riguarda la musica partenopea, come dimenticare il MITICO Renato Carosone e il suo fido batterista Gegè Di Giacomo, e poi una canzone da pelle d'oca rimane sempre Cu mme, cantata da Roberto Murolo e la grandissima Mia Martini..ti consiglio di scaricartela! Poi mi dici che ne pensi, probabilmente non è il tuo genere
Nel mio Mondo

Anonimo ha detto...

Pino da quando scrive in italiano fa veramente SCHIFO. banalità a pioggia, per restare in tema.
ormai è solo un buon chitarrista lounge...

loopdimare

majorTom ha detto...

Non è "da quando scrive in italiano".
E' "da quando ha perso la vena creativa".
Non è che cambiare lingua ti porti automaticamente a scrivere ciofeche.

Anonimo ha detto...

verissimo come principio, ma vero anche come dice traspa che in questo caso le due cose hanno coinciso. e non é un caso! voglia di vendere...)
la stessa cosa sta succedendo ad un gruppo minore che a me piace tanto, i 24grana, gruppo un pò alla almamegretta ma con testi molto più interessanti.
il cantante, Francesco, é un ottimo artista, secondo me. Ma ora ha inizeiato anche lui con l'italiano e non si sopporta più...
fw

majorTom ha detto...

Ma scrivere in italiano, al di là delle battutine, facilita la comprensione del pubblico di ogni dove.
Come può essere motivo di perdita di valore?
Capisco nel recitato ma musicalmente non dovrebbe incidere più di tanto...

Anonimo ha detto...

non voglio sembrare pedante, ma per uno che paròa normalmente il dialetto, scrivere in italiano vuol dire attaccarsi alla fraseologia più abitudinaria e sterile. l'italiano è una brutta lingua per le liriche, o la violenti e te l'adatti (Celentano, Jannacci, Vasco), oppure devi gestirla come fosse una lingua aulica (DeAndrè, De Gregori).
se a questo aggiungi la voglia di vendere, una vena inaridita e la necessità di scrivere per le sue limitate e ormai logore corde vocali, il disastro è inevitabile...

Loopdimare

majorTom ha detto...

Ma scusa, Pino Daniele è prima di tutto musicista, poi paroliere.
Io non capisco il declino musicale associato a quello di paroliere.
Potrebbe aver scritto delle pessime liriche ma aver continuato a comporre musiche di livello e invece si è appiattito tutto.
Forse la "perdita" della voce ha causato la diminuzione della espressività compositiva...
Ad ogni modo questa canzone è superlativa, come anche E cammina cammina.

Anonimo ha detto...

ho riaperto Attenti al Loop!

Anonimo ha detto...

tutto bene,
tutto bello,
ma dov'è la gnocca?

majorTom ha detto...

ah, saperlo.....

amelia ha detto...

urca. ecco la pioggia. ma anche le bottiglie. e la finestra per.

casa nuova. pioverà ancora.