giovedì 26 aprile 2012

KILLING JOKE

Esaurito il compito iconoclasta del punk, spuntarono quelli che facevano sul serio.
Agli albori degli anni 80 apparve o si consolidò un gruppo di band scevre dai simboli anarcoidi e nichilisti del movimento, piuttosto contestate da quelli della prima ora, ma vividamente proiettate nel futuro e vogliose di imporre la loro cifra stilistica di matrice dark. Dark in senso lato, non mi riferisco al filone della new wave che in Italia fu così denominato. Mi riferisco ad un certo modo di porsi, di creare immagini sonore e visive senza sorrisi e piuttosto passionali. Mi riferisco ad un certo tipo di musica potente, piena di riff ai limiti dell'hard rock, senza troppi sconti alla melodia. Una musica che veniva dal punk per allontanarsene e gettare le basi di una nuova era rock senza fronzoli ma di spessore.
Tre band portavano avanti questo discorso.
KILLING JOKE, BAUHAUS, STRANGLERS.
Tre band unite dal fil rouge dell'inquietudine. Uno strano sentimento lontano dalla malinconia dei gotici e lontano dalla furia dei punk, pur essendone stretto parente. A modo loro seppero mettere dei paletti sonori da cui sarebbe stato impossibile tornare indietro. Vogliamo chiamarlo post punk? Forse.
Di loro oggi metto i primi (avremo modo di riparlare degli altri due siatene certi), autori di uno dei più grandi "debut-album" di tutti i tempi, il self titled "Killing Joke" così compatto e livellato verso l'alto che ho difficoltà a sceglierne una. Direi REQUIEM o WARDANCE, le più famose ma non è nel mio stile mettere quelle che conoscono tutti. E allora "ripiego" su THE WAIT, un pezzo che dovrebbe far riflettere molti metallari sul vero senso della parola rock. E detto da me......
Alla prossima.

8 commenti:

brazzz ha detto...

quando uscì questo album mi stravolse..uno dei più grandi debut album di sempre..il problema è che dopo,a differenza degli stranglers, non han fatto più nulla di decente,e che,in fondo,tolte the wait e requiem che sono 2 fra i più grandi pezzi che abbia mai sentito.il resto dell'album non è poi fenomenale..

allelimo ha detto...

Ha già detto tutto brazzz: album che all'epoca sembrava straordinario, è purtroppo invecchiato malissimo.

DiamondDog ha detto...

Una splendida fiammata nella notte, cosa pretendere di più? E' invecchiato male per colpa degli arrangiamenti ma le canzoni c'erano tutte (cito anche Bloodsport).

andrea sessarego ha detto...

The Wait è anche la mia preferita. A me piace ancora adesso, e inoltre ha anche una delle più belle copertine della storia della musica, compresa quella interna.

DiamondDog ha detto...

ciao "joe", siamo reduci dagli stessi campi di battaglia eh?

Valerio ha detto...

Proprio questo leggevo a pranzo, Petridis sul Guardian di oggi.

Goth for life

http://www.guardian.co.uk/music/2012/apr/26/goth-life-fields-nephilim

Totonno58 ha detto...

Mmmmmm...un'occasione per salutarti/vi!!:)..mettiamola così!:)

Irriverent Escapade ha detto...

La mia musica da teenager...conservo ancora, da qualche parte la tee shirt con l'immagine della copertina.
Sara' la nostalgia ma io The Wait la ascolto ancora oggi con grande piacere