mercoledì 7 gennaio 2009

SKA TIME!

Diciamo subito che il POST PUNK (il biennio 1978-1979 in particolare) fu uno dei periodi più fertili di tutta la storia della musica.
Lo scossone dato dal Punk rese possibile l’afflusso sul mercato discografico di qualsiasi cosa, tutti all’impazzata ricerca del nuovo filone che avrebbe dominato gli anni ‘80.
In realtà non emerse nessun filone così duraturo, ma quel magico biennio espresse una messe di talenti e di scritture impressionante.
Non voglio qui e ora sbrodolarmi addosso con la new wave (i Joy Division, i Cure…) o con i superbig appena nati (i Simple Minds, gli U2….) o reimpostati (Peter Gabriel….).
Qui e ora voglio invece ricordare quel magico momento (perché fu poco più di un battito di ciglia di farfalla nei confronti della music history) che fu denominato SKA.
La riproposizione (sfruttando l’onda lunga del mega successo mondiale del Reggae) in chiave moderna e british dei ritmi giamaicani degli anni ’60.
Praticamente, mentre Bob Marley e Peter Tosh e gli altri rasta portavano il verbo del reggae alle platee mondiali, in Inghilterra si assistè ad un “back to the roots” compiuto dai bianchi che riandarono ai pezzi ska e rock steady dei sixties che in Europa pochi conoscevano, proponendone cover irresistibili (un back to the roots che ebbe luogo contemporaneamente anche in USA, però spostato nel campo del Rock and Roll con il movimento del Rockabilly capeggiato dagli Stray Cats).
Anche se si trattava sostanzialmente di revival (e non volendo analizzare le dinamiche sociali soggiacenti al movimento ska) il periodo fu estremamente godibile.
Ho pensato a lungo quale fosse il pezzo signature di tutto il movimento Ska.
Alla fine sono rimasto assolutamente indeciso, 50 e 50.
Dopo violenti alterchi interiori ho stabilito che per me A MESSAGE TO YOU RUDY degli Specials e ONE STEP BEYOND dei Madness non possono che equivalersi.
Per oggi è così.
Allegria!

PS Vi posto il secondo perché il video con la mitica camminata all together ha fatto epoca.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao DD!!
e tanti auguri in ritardo (o in anticipo sul prossimo anno, se preferisci...).
a message to you rudy... è considerato ska? pensavo fosse reggae. ma la differenza qual è? il tempo? il reggae è uno ska lento? boh...
quindi opto per one step behind come "manifesto" dello ska revival inglese!

majorTom ha detto...

Ehi numero uno, auguri anche a te, ma chi sei???
Non sono un esperto del reggae, ma credo che discenda dallo ska e dal rocksteady.
Ad essi aggiunge elementi afro (tutta la cultura rasta.....) e neri americani (r'n'b, soul) arrivando ad essere più lento, ipnotico e ripetitivo.
Una specie di versione psichedelica dello ska insomma.
Ma successivo a quest'ultimo.

Anonimo ha detto...

ciao!
il numero 1 sono io (si per dire...), mi sono dimenticato l'autografo...

shado!

comunque sì, il reggae deriva dallo ska. "criticavo" (sempre, si fa per dire) il fatto che 'a message...' l'ho sempre considerata reggae e non ska...
ma più che altro volevo salutare :)

Forlivese ha detto...

Ti prego non parlare di ste cose che è meglio. Soprattutto il commento esplicativo. Allegria!

majorTom ha detto...

Ehi, ho premesso serenamente che ne so poco.
I'm not walking in my shoes....
Se però qualcuno vuol farsi avanti a darci maggiori e più approfondite spiegazioni ben venga.

Anonimo ha detto...

io no di certo...capirai....
però è proprio forte!!!
realize

Anonimo ha detto...

Ricopio pure qui da FB:

Adoro la musika ska, ha accompagnato gran parte della mia adolescenza: Casino Royale primi tempi ( te li ricordi quando cantavano in inglese? ), Persiana Jones ( quante pogate ai concerti!! ), Strike, Banda Bassotti...
Non mi piace invece ora Giuliano Palma, lo preferivo quando era meno montato e soprattutto si faceva fotografare senza quel brutto cane...
Ciao!
s.

majorTom ha detto...

Giuliano Palma è una cosa aberrante.
Trovato il filone della cover lo sta cavalcando all'infinito in modo opportunistico.
Non è che "fare i soldi" sia un atto immorale.
E' che così perde qualunque valore artistico e si riduce ad un Fausto Papetti un pò più cool.
Ma vuoto come una vescia.

Strato2006 ha detto...

I Madness! Mitici! Che ricordi...

stanlaurel ha detto...

Ah i Madness, bei tempi anche Fausto Papetti però, belle copertine, prime eiaculazioni

Buonasera, Stan

majorTom ha detto...

Fausto Papetti fu un precursore.
Oggi anche Panorama e Espresso copiano le copertine da quelle dei suoi dischi.

PF1 ha detto...

questo pezzo è storico veramente considerato che piace anche a me che odio lo ska.
Mi ricorda alcuni serate rock a ballare a 'i Tenax quando ancora non era per fighetti e non c'era la selezione all'ingresso...

Anonimo ha detto...

ma piuttosto; sei su facebook? ;D
se sì, io ovviamente sono alessandra cantilena ;D e aspetterotti

sibel

majorTom ha detto...

Certo che ci sono, cara sibbbbbel.
A maispeis ho saputo resistere a feisbuc no.
Contatterotti.