domenica 26 aprile 2009

The Waterboys

Sul fatto che Mike Scott fosse un buon poeta ed un ottimo songwriter non ci sono molti dubbi.
Sul fatto che abbia disperso il suo talento come le ceneri in mare, anche.
Di lui (che era uno di quei leader che rubava la scena) mi ha sempre colpito una cosa: l'intensità.
Che non è mai venuta meno anche cambiando stile, dall'inizio più new wave al periodo folk di Fisherman's Blues fino al recupero rock di Dream Harder.
Ma è con THIS IS THE SEA che secondo me ci ha lasciato (oh non è mica morto...ma temo che non produrrà più niente di rilevante) il suo capolavoro.
Un album contenente almeno 5 o 6 canzoni eccezionali.
Intense appunto, passionali, talvolta ai limiti dell'epico e britanniche fino all'umido midollo.
Non sempre ne preferisco una fissa.
Mi fisso con la drammatica Don't bang the drum per qualche mese.
Poi con l'eterna ballata di This is the sea.
Ma è con The Whole of the moon che trovo il mio apice.
Una canzone cadenzata, gioiosa, con un arrangiamento ancor oggi da lasciare a bocca aperta.
Uno dei più bei pezzi "nascosti" e meno sputtanati degli anni'80.

"I spoke about wings
You just flew
I wondered, I guessed, and I tried
You just knew
I sighed
But you swooned
I saw the crescent
You saw the whole of the moon!
The whole of the moon!"


Halleluja!


The Waterboys - The Whole Of The Moon (HQ)

16 commenti:

fran ha detto...

Ciao Tom, sono Fran e stavolta mi hai proprio pugnalato.

Il Grande Favollo ha detto...

Kazz! Ottimi i Waterboys! Passai un bellissimo periodo della mia adolescenza con "Fisherman's blues", un disco che sapeva di mare proprio come quello delle mie parti. Mi guardavano gli amici, come un astronauta, mentre mi dilettavo di Hothouse Flowers, Pogues et similia. Adesso io bei ricordi di quei tempi, a loro lascio solo una slavato flashback sugli A-ha

majorTom alias Diamonddog ha detto...

@fran. Ehi fran, benvenuta, ma io non voglio mica fare male a nessuno eh. :-)
@favollo. Benvenuto anche a te. Giusto ragionamento. Anch'io conservo dei bellissimi ricordi degli anni '80. Un decennio che fu ingiustamente sputazzato ma in cui continuiamo a ritrovare perle.

andrea sessarego ha detto...

Quella che mi dà più i brividi è "Old England".

and children stare with Heroin eyes

porillo ha detto...

non e' cosa mia.

Anonimo ha detto...

Eh, maggiore... Sei andato a prendere il mio gruppo preferito.
Comunque il mio pezzo preferito in assoluto dietro il genio di "Fisherman's Blues" è "And a bang on the ear"...
Cos'è, la tua settimana? Assante parla di Daviddino... :-D

Pogo.

majorTom alias Diamonddog ha detto...

Ciao Pogo!
La diamonddog week, mica male come concetto.

Antonio ha detto...

Sai che me ne ero domenticato di Scott e co.?

aran ha detto...

non ci capisco un'acca.
sto scott è scozzese? è irlandese? è gallese? è inglese?
la musica di cui si parla qui mi sempre quella tipica di 20 anni fa della galway bay, west ireland,
col fiddle di steve wickham a condurre la danza.

majorTom alias Diamonddog ha detto...

Mike Scott è scozzese, però dopo tre anni di attività con i Waterboys si trasferì a Dublino dove visse alcuni anni e "flirtò" con la musica tipica di quei posti.
Antonio, Aran, chi siete, ci conosciamo già? Se ci siete battete un colpo.
Benvenuti comunque eh.

andy/candy ha detto...

Visto che lo canta egli stesso:
"Of my body england is the spine
The backbone and the trunk
My shoulders span the mighty tyne
London sprawls across my rump
Cornwall my crooked ancient leg
Wales two hands held apart
Scotland is my dreaming head
Ireland is my heart"
(Islandman da Room To Roam)

majorTom alias Diamonddog ha detto...

Una specie di Union Jack...

Henry ha detto...

antonio non lo so, ma 'sto aran mi pare di conoscerlo...

fran ha detto...

Aran come le isole? Così completiamo la Union Jack...

aran ha detto...

mmmmmmmmmm… non mi convince sto fatto di Scoti installatosi a Doblintaun…
com’è che “Fisherman’s Blues” e “Room to Roam” furono partoriti alla “Spiddal House”, a Spiddal (Co. Galway), appunto, paesino incontaminato (vedi “Spring Comes to Spiddal”, su “Room to Roam”), passato il quale (sta una quindicina di km a ovest di Galway, nel South Connemara) si è proprio di fronte a casa mia, alle isole Aran, il regno dei famosi maglioni bianchi a prova di freddo, tessuti a mano?
forse dovresti viaggiare di più…
devi essere un sedentario...

ah, lo sai che il nome Waterboys è tratto dal testo del brano “The Kids” di Lou Reed (album “Berlin”)?

majorTom alias Diamonddog ha detto...

Azz...è vero sono un sedentario ma c'è un motivo.
Sono 12 anni che vivo "concettualmente" fuori di casa.
E quindi i miei numerosissimi viaggi sono a destinazione preferenziale....in più da un pò ho cambiato lavoro e giro tutta Italia.
Ovvio che quando vedo un divano mi venga l'acquolina in bocca.

Sì, sapevo che Waterboys veniva da una canzone di Lou Reed, ma non da quale.