lunedì 9 marzo 2009

JUDAS PRIEST

Domani siamo al "Priest Feast" insieme a qualche migliaio di headbangers.
Che sarebbe Testament + Megadeth + Judas Priest come headliner.
Lo so in partenza che vedere dei tipacci quasi 60enni che fanno la faccia dura per fare più paura è un pò anacronistico.
E anche che (come già successo) la visione di un gruppo da vecchio può rischiare di rovinare quanto di buono la tua immaginazione aveva prodotto ai tempi delle tempeste ormonali.
Ma non ce la faccio a farcela. Per me hanno significato veramente qualcosa.
Quindi Priest Feast sia anche se non so ancora come fare ad andare là vestito da office....
JUDAS PRIEST sono per (quasi) tutti i critici "rispettabili" tra le prime 5 band di tutti i tempi nel mondo dell'hard&heavy.
Curiosamente traggono il loro nome da una canzone di Bob Dylan ("The ballad of Frankie Lee and Judas Priest")
Altrettanto curiosamente uno dei loro maggiori successi è una riedizione di "Diamonds and rust" di Baeziana memoria (e dopo queste due citazioni mi attendo un intervento a gamba tesa di agnul).
Sono di Birmingham, la città inglese senza la quale l'heavy metal come oggi lo intendiamo non sarebbe mai esistito (oltre ai Priest sono di quelle parti anche i Black Sabbath....) (e anche i Duran Duran, ma questa è un'altra storia).
Non vi tedierò decantandone le laudi (Glen Tipton è uno dei chitarristi più sottovalutati di tutti i tempi) o ingineprandomi in ragionamenti tecnici sull'uso della doppia solista (con l'altro axeman KK Downing hanno fatto scuola di licks e di solo alternati) o dell'inimitabile voce di Rob Halford.
Vi posterò allora un pò di cosine solo per inquadrarveli.

1) Una morbidissima e tenera BEFORE THE DAWN che può far cadere ai vostri piedi qualsiasi fanciulla.



2) A seguire un pezzo più "commerciale" a testimonianza che le classifiche non è che gli facessero schifo: OUT IN THE COLD

3) E per finire uno dei pezzi più "speed" che piaceranno magari di più agli specialisti del Metal e meno ai "generici" amanti del Rock ma che rendono comunque bene l'idea della terrificante potenza della band: PAINKILLER.
 

Insomma roba da rockettari incalliti e palati grezzi. Ma la vita è fatta anche di questo.

Halleluja!

17 commenti:

Anonimo ha detto...

:-)))))
..e comunque preferisco la terza, naturalmente!!
dende

Anonimo ha detto...

Dovendo scegliere con un bazooka infilato nelle chiappe direi la 3.
Per il resto fai come Clark Kent: infilati in un vicolo, levati la cravatta d'ordinanza, mettitene una di pelle nera tempestata di borchie e ... goditi la serata!
:))andycandy:))

PS Poi con calma mi spiegherai l'affermazione che accompagna quella cosa orripilante della 1 (ma immagino si riferisca a questioni di igiene personale, non ne vedo altre plausibili).

majorTom ha detto...

Vado con la Metro, penso che mi cambierò tra Pagano e Buonarroti.
Se leggete di uno streap-teaser improvvisato che ha generato scompiglio tra gli astanti non preoccupatevi.
Magari dividiamo le monetine.

Andy, le power-ballads sono potenti persuasori di fanciulle indecise e tentennanti. Ne ho usate a chili, da "When the smoke is goiing down" degli Scorpions a "Restless breed" dei Riot.

porillo ha detto...

8 di fiducia.
non sono cose mie...

majorTom ha detto...

Torno adesso.
Megasintesi, poi vi dirò meglio.
TESTAMENT
Buon gruppo del tipo "thrash metal". Ideale per scaldare al massimo la platea. Non hanno un grandissimo repertorio ma energia da vendere, onestà, un buon solista, un ottimo batterista e un cantante trippone gigionissimo che il pubblico adotta immediatamente.
MEGADETH
Si inizia ad entrare nelle vicinanze dell'Olimpo, con il gruppo di Dave Mustaine (transfugo dai Metallica pre-successo, causa conflitti di leadership con Hetfield). Megadeth ha un buon repertorio, sufficiente varietà di stili in tasca, un grandissimo solista (non Mustaine) e un approccio interessante un pò fuori dal sistema. Direi ottimi.
JUDAS PRIEST
Non si può commentare l'incommentabile. Diciamo che Rob Halford era in ottima forma e ha come di consueto "rubato la scena" al resto della band. Uno Scott Travis alla batteria spesso osannato. Il leggendario duo chitarristico messo un pò in buca da una pessima acustica. Una scaletta interessante (con due canzoni da Nostradamus e un'alternanza molto equilibrata tra pezzi commerciali e classiconi) ma con qualche pecca.
Ovviamente su alcuni pezzi (Green Manalishi, Breaking the Law, Electric Eye) è venuto giù il palasharp.
PUBBLICO
Voto 9. Sapeva anche diverse canzoni dei Testament (io no, confesso). Ha cantato a squarciagola dal ragazzino di 15 anni al ragioniere del catasto di 55.
Un pubblico trasversale come ormai si trova solo nel rock duro (Motorhead e AC/DC insegnano). Eravamo tanti, contenti e headbangeggianti. Sospesi nel tempo e nello spazio correndo dietro al nostro sogno di gioventù felici di essere insieme. Nessuna rissa, nessun problema, tanto peace & love (io è da tempo che sostengo che il mondo del metal è la nuova freakettonia).

Per le cose serie, c'è sempre tempo.

Buonanotte.

Sandro ha detto...

Bellissimo pezzo di cronaca penalizzato da quell'aggettivo che fa molto "X factor".

majorTom ha detto...

Ti riferisci a "trasversale"?

Valerio ha detto...

qual'e' l'aggettivo X-factor?
Ma la prole ce l'hai portata sto giro?
Tramandi?

majorTom ha detto...

No no, niente prole......
Mlti pezzi erano puro thrash metal e ancora ho le orecchie in fiamme io che pure un pò sono abituato.
RIFLESSIONE A MENTE FREDDA
Aldilà del genere che può piacere o meno, ieri ho trovato un ambiente fondamentalmente onesto.
E non mi pare poco.
Un pubblico appassionato e attento, rispettoso anche dei propri non-beniamini. Non ha sporcato, non ha ecceduto. Solo canto e ballo.
Tre gruppi che NON-SE-LA-TIRAVANO, ho visto gruppetti di 20 enni fare le smorfie ai fotografi e rifiutare autografi. I tizi di ieri sera ci mancava poco ti invitassero a cena nel dopo concerto.
Gente tecnicamente molto valida, alcuni con più feeling altri meno, ma comunque PROFESSIONISTI ASSOLUTI.
Insomma, a conti fatti, un bell'ambiente.
Alla faccia di quelli che parlano di satanisti e cazzi e mazzi.

majorTom ha detto...

Segnalo comunque perchè doverose le seguenti performance, una per gruppo.
ALEX SCOLNICK
Lead guitar dei Testament, recentemente rientrato dopo 10 anni passati a suonare jazz e fusion. Una roba pazzesca.
DAVE MUSTAINE
Leader assoluto dei Megadeth. Da sempre un personaggio "contro", buttato fuori dai Metallica perchè litigioso e anche ieri sera alcuni commenti "acidi" su svariati argomenti. Però un leader vero, una classe infinita, un temperamento come se ne vedono pochi.
SCOTT TRAVIS
(saltanto a piè pari le "divinità" Halford-Tipton-Downing). Colui che ha rinvigorito il sound dei Judas Priest da Painkiller in poi. Non è un batterista, è una coppia di batteristi. Non un "velocista della bacchetta" ma una muraglia di percussioni da paura. L'intro di Painkiller è da antologia, come se avessero messo insieme Pete Gill e Carmine Appice in una persona sola.

Sandro ha detto...

"gigionissimo".
La Ventura ha saputo sdoganarlo da anni in TV e X Factor ne è stata cassa di risonanza.

Sandro ha detto...

... ed alla faccia, permettimi D.D., della musicazza di plasticazza, allora..

Strato2006 ha detto...

Ti dirò che certi "vecchiacci del rock" (es. Deep Purple o Iron Maiden) li preferisco a tanti giovinastri di oggi... almeno i vecchi sanno ancora suonare, eccome! Anche i Judas Priest non scherzano... poi fanno quel tipo di metal "vecchia maniera" che mi piace, privo degli eccessi ipertecnici (o per contrappunto del grezzume) di tanto metallo di oggi...

majorTom ha detto...

Ehi Strato, sei un metallaro dentro anche te?
In effetti con quel nickname come potrebbe essere diversamente?
:-)

majorTom ha detto...

Piuttosto, te che sei un esperto, lo conoscevi Alex Skolnick (con la cappa, con la cappa...)?
Ho visto il suo sito personale e pare impossibile che provenga dal thrash metal.
E soprattutto che vi ci si vi ci si rientrato dopo anni di suoni più "raffinati".
Dal vivo è una botta in faccia.
Non brilla a mio avviso per originalità (d'altronde faceva dei solos all'interno di canzoni appunto di thrash metal).
Ma ha delle dita magiche.
Portentose.
Di gran lunga, dal punto di vista strettamente tecnico, il miglior chitarrista della serata.
Ed anche Broderick (la lead guitar dei Megadeth mica scherzava).
Le due leggende Downing/Tipton hanno avuto il loro bel daffare.
Inferiori tecnicamente ai due sopracitati ma in possesso di una classe, uno stile, un'armonia di coppia ed un'originalità d'intervento impressionanti.

Anonimo ha detto...

ciao!
non conosco tanto i testament.
ma alex skolnick scriveva diversi anni fa (una quindicina) su guitar world.
teneva una rubrica molto ma molto tecnica. insegnava scalette strane e metodi di speedpicking...
mi è sempre sembrato un mostro di teoria. ma non l'ho mai sentito suonare.
mi fa piacere leggere ora che sa effettivamente suonare :)
shado

andrea sessarego ha detto...

I Def Leppard non sono di Birmingham?