lunedì 16 marzo 2009

There was a time........

Diciamo che fra me e i Genesis non è mai stato amore (con Peter Gabriel poi sì, ma è un altro discorso).

E anche fra me e il Progressive, non è mai stato amore.

Non sono mai entrato in sintonia con quel tipo di approccio stilistico e compositivo.

Non tanto per la lunghezza o lo sfoggio tecnico, quanto perchè non ho mai capito fino in fondo quale pulsione ti spingesse a suonare quella roba.

Oh, ognuno ha i suoi limiti, come disse il matematico.

Ma qualche canzone dei Genesis mi ha colpito seriamente.

Una di queste è senz’altro MAD MAN MOON.

Uno di quei pezzi del periodo post-Gabriel, ingiustamente snobbato dai puristi.

Contenuto nell’ottimo A Trick of the tail.

Album che preludeva alla svolta pop, ma che manteneva una complessità di scrittura e di interpretazione degna del periodo d’oro.

Quella canzone, interamente scritta da un Tony Banks in stato di grazia, l’avrò sentita decine e decine di volte. Perso nelle mie trame di ragazzino a cercare di capire che diavolo di storia ci fosse sotto e chi cacchio fosse questo pazzo uomo luna o cosa volesse dire la luna del pazzo, perso nella mia maturità ad ammirarne l’affresco sonoro circostante e la struggente sensazione di cose perdute che l'accompagna.

Quell’inizio malinconico, quasi triste, e poi la bellissima strofa che ne trascina avanti la malinconia.

Poi il ritornello che si apre e sale, verso il sole più che verso la luna, e poi torna a chiudersi come un girasole che ha finito la giornata.

Possiamo discutere per ore del valore intrinseco di certa musica.

Ma non possiamo discutere molto sul fatto che riuscisse ad emozionare.

Signori e signore, se già non la conoscevate, MAD MAN MOON.

Halleluja!

13 commenti:

porillo ha detto...

Sfondi una porta, anzi, un portone lasciato aperto.
Secondo me, Major, ci devono avere divisi alla nascita, tante sono le cose in comune.
Solo che a te ti hanno cresciuto dei genitori rockettari, me dei parenti jazzisti.....
Halleluja anca mi...

Sandro ha detto...

Solo la scialba "Trick of the tail" poteva lasciar presagire la decadenza musicale del gruppo post Gabriel e stona in quel meraviglioso disco dove Collins canta davvero bene, peraltro. Disco davvero complicato, dall'apertura in 7/8 nel cantato di Dance on a Vulcano, al meraviglioso intreccio tra chitarre a dodici corde e chitarra elettrica; o il pazzesco Assault and battery con i suoi cambi e tempi dispari fino proprio al brano che ricordi te, dove Mr. Banks sfoggia tutta la sua bravura.
Davvero un grande album, forse tecnicamente superiore ai precedenti... ma...

Desy ha detto...

Da lettrice silenziosa, passo all'azione, che caro il mio mT ho ho scoperto questo angolo di musica attraverso Mediatrek, e di spunti qua al Saloon ne ho trovati una valanga.
Oggi devo delurkarmi perchè Trick of the trail contiene la canzone dei Genesis che amo di più, quella Ripples che ogni volta che la sento, giù lacrimoni (ha un valore emotivo praticamente immenso per la sottoscritta)...Insomma, volevo solo dirlo pubblicamente, niente critica musicale alla Agnul, per intenderci ;)


ps: confessione di una mente pericolosa. Grazie a te ho scoperto anche una marea di altri blogger (dalla Red a Sandro e Denise, dalla Coniglia a Country) che leggo sempre volentieri.
Vabbè, stop ai pipponi.
Grazie per la vostra compagnia :)

Anonimo ha detto...

Sto ancora aspettando la Revelation.
andy#candy

majorTom ha detto...

DESY.
Grazie a te per esserti "delurkata", casomai. Spero sia l'occasione per leggerti più spesso.
ANDY.
Quale Revelation?
SANDRO.
Concordo con la tua analisi critica anche se ho la sensazione che tu di Genesis ne sappia un pò più del sottoscritto.....

Anonimo ha detto...

ciao Stè, qua mi sento in obbligo di intervenire visto l'argomento.
Come tu sai sono uno di quei severi censori del dopo-Gabriel e ho ripudiato quasi tutto il pop che ne è venuto fuori dalla sua uscita, però è vero, qualcosa da cotanta magnificenza inventiva e compositiva doveva pur restare ed effettivamente Gabriel non era tutti i Genesis, Banks sicuramente aveva peso analogo, all'inizio Phillips (uscito dopo Trespass) era addirittura considerato il leader del gruppo.
Come al solito la realtà è più complessa... A Trick Of The Tail ha forse il torto di essere il primo album-dopo e soprattutto quello di aver abbandonato qualsiasi "secondo livello" di lettura per essere genuinamente un album di favole, nient'altro ma per questo suonato divinamente come si vorrebbe che fossero le favole che si ascoltano quando si è bambini, ragazzi, adolescenti malinconici... alla fine infatti le più riuscite dell'album sono quelle Entangled, Ripples, Mad Man Moon dove la voce morbida di Collins è più cullante di qualsiasi Gabriel e funziona a meraviglia anche in Robbery Assault and Battery dove quando canta "You've done me wrong, it's the same old song, forever..." fa sorridere per quel linguaggio infantile incrinato di nostalgia.
No, questi non sono "I Genesis".
Come i Pink Floyd hanno smesso di essere loro dopo Waters.
Ma sono comunque un grande ensamble, lo saranno fino al misconosciuto And Then There Were Three, il seguito purtroppo non è più che tristezza infinita.

arc

Sandro ha detto...

Arc ha egregiamente spiegato il mio... "ma"...

majorTom ha detto...

Urca, per questo post si stanno scomodando i guru del settore!!!
:-)
Devo farne più spesso.
Magari coi Pink Floyd spunta fuori anche i'ccontrucci.
Arc, per il momento mi inchino alla tua cultura in materia.
Il modo da padre severo ma in fondo tenero con cui hai descritto i Genesis orfani di Peter è da antologia.
Altro che Mediatrek.
Io ho sempre sostenuto che per capire davvero un gruppo dovremmo leggere ciò che ne scrivono i veri fan, non la critica imperante.

Anonimo ha detto...

"(...) per capire davvero un gruppo dovremmo leggere ciò che ne scrivono i veri fan, non la critica imperante"

Questa frase la condivido in pieno Stè anche se non sempre riesco a praticarla. Quasi sempre una critica favorevole coglie nel segno - quando ben argomentata però - più di una stroncatura, che magari nasce da un'antipatia (io di antipatie ne so qualcosa, lo ammetto).

Sandro felice di essere d'accordo
con te.

arc

porillo ha detto...

Chapeau per Arc.

Strato2006 ha detto...

Quoto il discorso sui Genesis. Steve Hackett mi fa venire il mal di pancia, non posso farci niente.
Anche se si chiama Steve, nome che ai chitarristi evidentemente porta fortuna (Steve Howe, Steve Morse, Steve Vai, Steve Lukather, Steve Rothery... ecc ecc ecc...) ;D

Strato2006 ha detto...

Stevie Ray Vaughan (minchia)...

http://www.buonauscita.splinder.com/ ha detto...

Hey, Major Tom,
mi hai fatto venir voglia di procurarmi questo album dei Genesis, sarebbe il primo che acquisto dell' era post-Gabriel. Sinceramente ho un rapporto d'amore-odio coi Genesis (era Gabriel, gli altri manco li ho mai considerati, ma i pregiudizi son fatti per essere abbattuti)perchè adoro la loro perizia musicale, la voce così particolare di Peter, ma non ho sempre digerito le loro favole, a volte così astruse...Forse non mi son mai fatto AEROSOL di roba buona ;-) per capire il mondo di Rael e le altre storie...